Alla fine del cinema muto si riempirono le osterie di vecchi attori poco fonogenici e dalle tante malinconie, che guardavano il cielo lunatici come dovesse cadere giù, ripensando a quel silenzio magico, quel silenzio che non c'era più, e ai rumori del mondo, antipatici, dispettosi alzavano il bicchiere, e i più romantici svillaneggiavano mostrando il sedere...
Anche noi abitiamo in un cinema e siamo in bilico ad ogni minuto tra la gloria, il successo, un amore frenetico e il ricordo del cinema muto, e dalle panchine vediamo passare delle folle accaldate di gioia per il futuro mondo fantascientifico e il suo meccanismo che distrugge la noia, e il corteo è annunciato da angeli che buttan fiato dentro a una tromba questo futuro si dice ci farà l'effetto di una bomba...
Claudio Lolli - La fine del cinema muto
Alla fine del cinema muto sulle panchine dei grandi viali, quei vecchi attori bestemmiavano al troppo sole che ha il potere di bruciare le ali, e si perdevano in discorsi accademici sulla storia e il suo occhio di lince, per capire se è vero che chi perde ha torto e che ha sempre ragione chi vince, poi a sera rivestiti da maschere, si accontentavano di illuminare il buio delle sale che non riuscivano a dimenticare...
Anche noi alziamo spesso il gomito rifugiati dentro ad un'osteria per una strana voglia di nasconderci e rimeditare la filosofia, e dentro al cielo vediamo risplendere un idolo d'oro al posto del sole un nuovo dio che non riusciamo a comprendere nè a descrivere con le parole, un dio moderno che tutti adorano e che regala vuoti di memoria, un dio impaziente e annoiato, che sembra stanco della nostra storia...